sabato 13 ottobre 2012

Top Player: ma chi vogliamo prendere in giro?

La questione top player è stato l’argomento più discusso durante la sessione estiva del calciomercato juventino. Le notizie al riguardo sono state le più disparate: nomi possibili (Van Persier e Llorente), alcuni improbabili (Dzeko), altri irrealistici (Higuain). 

Infine ci sono quelle ridicole, scritte tanto per scrivere qualcosa, che meritano una menzione, almeno per farsi qualche risata: mi riferisco all’interessamento di Marotta su Luiz Adriano, attaccante dello Shaktar Donetsk. È vero, ha segnato 44 goal in 104 partite in Ucraina, ma com’è possibile che su Youtube ci siano solo i video delle sue papere? Davvero la Juventus può essere interessata a un giocatore simile?

Nonostante tutti gli articoli divulgati in questi mesi, resta tuttora sfuggente la definizione di top player: qualcuno sostiene che sia un giocatore capace di grandissime prestazioni a prezzo non eccessivo (come Arturo Vidal), qualcun’ altro invece pensa che debba costare almeno 20 milioni di euro. Personalmente preferisco la prima come definizione, ma molti giornalisti, accettano la seconda per una semplice questione di business: il piccolo nome non piace, non fa scalpore, non fa notizia. Il grande nome invece fa sperare, fa aumentare la fiducia dei tifosi, fa aumentare i profitti sia della squadra sia dei giornali. 

Insomma, al tifoso(me incluso, non lo nego) piacciono i grandi nomi. Esemplare il caso di Nicklas Bendtner: per carità, non è un giocatore eccezionale, ma come è possibile che moltissimi tifosi lo abbiano criticato ancora prima di vederlo giocare? Molto semplicemente perché è uno sconosciuto che non ha trovato spazio all’Arsenal, ma non per questo lo si deve biasimare: anzi, lo si deve incoraggiare, farlo sentire a casa per permettere al giocatore di ripagare la fiducia data (come stanno facendo i tifosi del Chelsea con Fernando Torres). 

Per finire, bisogna considerare una pratica comune a molti giornalisti: esaltare giocatori (come Giovinco e Quagliarella) in seguito a prestazioni decisamente molto buone arrivandoli a definire top player. Personalmente odio questo procedimento, che serve solamente ad aumentare i profitti delle testate giornalistiche e a mettere pressione al giocatore in questione. E i fatti lo dimostrano: Giovinco, dopo la doppietta a Udine, non è stato all’altezza delle aspettative, Quagliarella invece rimane un’incognita perché ha giocato poco. 

Non ho voluto soffermarmi sulle motivazioni del mancato arrivo del top player, al fine di concentrarmi su un aspetto troppo spesso passato in secondo piano. Non sono portatore di verità, è solo la mia modesta opinione, che può essere confutata, quindi ben vengano le critiche e i pareri altrui.
Filippo Tedoli

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