Il derby della Madonnina numero 157 ha dimostrato ancora una volta
come gli avversari del Milan possano limitarsi al “compitino” per vincere sulla
banda di Allegri.
Scelto Bonera come terzino destro per cautelarsi vista la
presenza di tanti uomini offensivi di centrocampo per andare all’attacco, il
tecnico livornese ha nel complesso potuto osservare una buona copertura
difensiva esterna su Cassano che si allargava spesso (solo una volta Bonera è
stato saltato dal fischiatissimo ex novantanove rossonero) e un buon lavoro
difensivo, più da parte di Yepes che di Mexes, su Milito nelle altre zone della
tre quarti difensiva milanista.
Per quanto riguarda il centrocampo, Montolivo è stato il migliore sia
in fase di proposizione di gioco, andando molto spesso e pericolosamente al
tiro dalla lunga distanza, che anche in fase di rottura dei tentativi d’impostazione
di gioco interisti, difettando tuttavia ancora nella velocità di rilancio
dell’azione dopo che si è riconquistata la sfera; Emanuelson, trovandosi dalla
parte di Zanetti, non è mai riuscito a puntarlo e a saltarlo mettendo in mezzo
dei palloni che nella maggior parte dei casi sono andati a finire in bocca al
portiere neroazzurro Handanovic; Boateng e De Jong hanno mostrato i soliti
difetti che ne hanno caratterizzato il rendimento in questa prima fase di
stagione: il primo, quando riceve palla, lo fa sempre con le spalle girate
rispetto a porta e avversari, e questo non gli permette di poter dar sfogo a
tutta la sua forza fisica durante le eventuali progressioni; il secondo, oltre
a essere in possesso di piedi poco gentili e mostrando un’irruenza spesso
inspiegabile, non riesce mai a garantire quel cambio di passo che sarebbe
necessario per sorprendere difese ben messe in campo come lo è stata ieri sera
quella interista; da ultimo El Shaarawy, l’uomo rossonero più in forma del
momento, ha cercato all’inizio di sprigionare la sua freschezza atletica,
rendendosi di tanto in tanto propositivo, ma si è alla lunga spento sbattendo
contro il muro alzato da Walter Samuel: sono partite come quella di ieri che
serviranno al ragazzo italo- egiziano per continuare il suo processo di
maturazione calcistica.
Soffermarsi invece sul reparto avanzato comporta invece la
proposizione di una critica costruttiva nei confronti di Bojan, ma soprattutto
di mister Allegri: infatti questi sta commettendo con lo spagnolo lo stesso “errore”
fatto nell’anno dello scudetto con Robinho, ossia tenerlo lontano dalla porta
facendolo sacrificare in copertura. Questo comporta che lo spagnolo è meno
lucido in fase di conclusione dell’azione offensiva, come clamorosamente
successo ieri al 66’. Bisognerebbe cercare di affiancargli una punta che sia in
grado di fare il lavoro sporco al suo posto: ne trarrebbe grande beneficio.
Manfredi Antonio
Nessun commento:
Posta un commento
Vuoi esprimere la tua opinione? Scrivicela qui sotto nei commenti!
Se ti è piaciuto il mio articolo, condividilo su tuo facebook, ci aiuterai a crescere!