sabato 13 ottobre 2012

157° derby della Madoninna


Il derby della Madonnina numero 157 ha dimostrato ancora una volta come gli avversari del Milan possano limitarsi al “compitino” per vincere sulla banda di Allegri. 


Scelto Bonera come terzino destro per cautelarsi vista la presenza di tanti uomini offensivi di centrocampo per andare all’attacco, il tecnico livornese ha nel complesso potuto osservare una buona copertura difensiva esterna su Cassano che si allargava spesso (solo una volta Bonera è stato saltato dal fischiatissimo ex novantanove rossonero) e un buon lavoro difensivo, più da parte di Yepes che di Mexes, su Milito nelle altre zone della tre quarti difensiva milanista.
Per quanto riguarda il centrocampo, Montolivo è stato il migliore sia in fase di proposizione di gioco, andando molto spesso e pericolosamente al tiro dalla lunga distanza, che anche in fase di rottura dei tentativi d’impostazione di gioco interisti, difettando tuttavia ancora nella velocità di rilancio dell’azione dopo che si è riconquistata la sfera; Emanuelson, trovandosi dalla parte di Zanetti, non è mai riuscito a puntarlo e a saltarlo mettendo in mezzo dei palloni che nella maggior parte dei casi sono andati a finire in bocca al portiere neroazzurro Handanovic; Boateng e De Jong hanno mostrato i soliti difetti che ne hanno caratterizzato il rendimento in questa prima fase di stagione: il primo, quando riceve palla, lo fa sempre con le spalle girate rispetto a porta e avversari, e questo non gli permette di poter dar sfogo a tutta la sua forza fisica durante le eventuali progressioni; il secondo, oltre a essere in possesso di piedi poco gentili e mostrando un’irruenza spesso inspiegabile, non riesce mai a garantire quel cambio di passo che sarebbe necessario per sorprendere difese ben messe in campo come lo è stata ieri sera quella interista; da ultimo El Shaarawy, l’uomo rossonero più in forma del momento, ha cercato all’inizio di sprigionare la sua freschezza atletica, rendendosi di tanto in tanto propositivo, ma si è alla lunga spento sbattendo contro il muro alzato da Walter Samuel: sono partite come quella di ieri che serviranno al ragazzo italo- egiziano per continuare il suo processo di maturazione calcistica.
Soffermarsi invece sul reparto avanzato comporta invece la proposizione di una critica costruttiva nei confronti di Bojan, ma soprattutto di mister Allegri: infatti questi sta commettendo con lo spagnolo lo stesso “errore” fatto nell’anno dello scudetto con Robinho, ossia tenerlo lontano dalla porta facendolo sacrificare in copertura. Questo comporta che lo spagnolo è meno lucido in fase di conclusione dell’azione offensiva, come clamorosamente successo ieri al 66’. Bisognerebbe cercare di affiancargli una punta che sia in grado di fare il lavoro sporco al suo posto: ne trarrebbe grande beneficio. 
Manfredi Antonio

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