Ancora una volta un primo tempo imbarazzante condiziona l’intera gara del Milan, ospite all'Olimpico di una lanciatissima Lazio. Assente Abbiati sostituito da Amelia, Allegri si affida nuovamente ad Antonini, mentre in attacco punta sull'evanescente El Shaarawy e Pazzini.
Dopo i primi promettenti tentativi propiziati soprattutto da Pazzini, la Lazio viene fuori spinta soprattutto dai suoi gioielli Klose ed Hernanes, costringendo cosi il Milan a perdere la calma rintanandosi nella sua metà campo. La logica conseguenza di tutto questo è un gol (anche molto fortunoso) segnato da Hernanes (25’) dopo una bellissima serpentina ai danni del malcapitato Bonera, il quale riesce anche a deviare il tiro del brasiliano facendone derivare una palombella che beffa un Amelia non proprio esente da colpe. Subito il gol dello svantaggio, il Milan ha quantomeno il merito di cercare subito di reagire, andando vicinissimo dal trovare la rete con El Shaarawy (27’), la cui conclusione destinata in rete viene miracolosamente salvata sulla linea da Andre Dias.
Ma ormai è la Lazio ad aver preso il comando delle operazioni in campo mediante un possesso palla indisturbato. Ci si avvia ormai verso la fine del primo tempo, quando Candreva (con un siluro che termina sotto l’incrocio) e Amelia (colpevole di aver battezzato fuori il tiro del numero ottantasette laziale) pongono la parola fine sui sogni di gloria rossoneri per questa partita (41’).
Ancora una volta Allegri si è avventurato in dichiarazioni impegnative nel dopo gara elogiando la buona reazione, ma ormai va ripetendo gli stessi concetti da otto partite: non se ne può più di vedere il Milan in balia dell’avversario per un tempo e reagire solo nella ripresa con la situazione compromessa e a seguito di cambi. Mi verrebbe da pensare che in settimana i giocatori invece di allenarsi facciano scampagnate. Inoltre osservare giocatori impauriti sul campo (Antonini in primis) dovrebbe far restare sveglio la notte chi ha deciso di costruire questa squadra pensando che avrebbe potuto essere competitiva anche solo in Italia.
Antonio Manfredi
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