Due settimane di tensioni e aspettative che hanno caricato troppo le due compagini, Juventus e Napoli. Erano talmente cariche da non riuscire a muoversi sull'erba dello Juventus Stadium con quella scioltezza, con quella velocità che le contraddistingue.
I due allenatori hanno costruito gabbie per gli avversari e il gioco ne è risultato “chiuso”.Forse le 57 TV collegate si aspettavano più gioco, e invece le due squadre ci hanno regalato una logorante guerra di posizione.
Alla fine l’allenatore che ha osato rischiare l’ha avuta vinta.E ai tifosi partenopei non resta che ricordare al buon Mazzarri che “chi non risica non rosica”!!!
Mazzarri non ha voluto smuovere gli equilibri della sua squadra che tanto bene aveva retto fino a quel momento.Purtroppo però se davvero si vuole qualcosa bisogna guadagnarsela…e per ottenere quel tricolore non si può non rischiare di vincere a Torino per perdere anche uno 0-0!!!
La partita l’hanno fatta gli allenatori, ma non dobbiamo dimenticare i protagonisti.
E allora vediamo i TOP e i FLOP nella compagine partenopea.
La difesa: Dopo due stagioni ancora si subiscono ancora e sempre gol da calci piazzati. Non è possibile perdere un giocatore su un’azione da calcio d’angolo all’80 minuto!
Per il resto c’è da notare qualche dribbling di troppo concesso a Giovinco.
Maggio: Dove è finito il buon Christian, corridore instancabile della fascia destra??? Non riesce ad accelerare la manovra, non ci prova nemmeno. Si dirà: “Aveva compiti difensivi su Asamoah (e poi Caceres)?”. Peccato che l’ex (ormai) Superbike perde spesso di vista il laterale sinistro bianconero e si perde, con la complicità di Gamberini, Caceres sull’azione del primo gol juventino.
Behrami: Instancabile. Non molla mai un pallone e ci mette l’agonismo che forse è mancato a molti. Migliore in campo dei partenopei.
Cavani: Non contento dei chilometri fatti in settimana, ma ne macina altrettanti tra difesa e attacco. Purtroppo non servito, da ottimi palloni fa vedere il suo talento con una girata al volo (finita fuori, apprezzabile gesto tecnico)
Pandev: Chiuso dalla fisica difesa juventina non riesce a ragionare come vorrebbe. Tenta qualcosa ma è poco.
Insigne: Non reperito. Perché non rischiare il folletto di Frattamaggiore nel momento in cui serviva alla partita brio, creatività e sorpresa? Resta il rimpianto.
MAZZARRI - Croce e delizia. Prepara bene la partita, nonostante l’assenza dei nazionali, dal punto di vista tattico. Chiude la Juve nel primo tempo. Nel secondo non ha il coraggio di rischiare. Cambia tardi gli uomini, quando tutto ormai è compiuto. Non è parso il solito guerriero e i suoi uomini ne hanno rispecchiato il timore.
Nicola Colella
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