venerdì 28 settembre 2012

L’uomo immortale, Javier Zanetti

Vedi correre un ragazzo sulla fascia, lo vedi scendere, mettere paura agli avversari; è imprendibile, nessuno riesce a fermarlo né tanto meno a metterlo a terra, e poi lo vedi risalire a difendere, a lottare con i denti su ogni pallone e fare ciò per tutti i 90 minuti.


Ti chiedi… ma chi è? E soprattutto come fa?

Questa è l’Inter attuale un gruppo di ragazzini che vedono un 39enne correre come un forsennato per tutto il campo, non fermarsi mai, porre rimedio agli errori di tutti.





Sul capitano dell’Inter lo slogan più utilizzato ultimamente è “cloniamolo!”. La verità è che non ha senso farlo, sia perché una stella così bella la vedi una volta nella vita, e rimane impressa nella memoria per sempre, sia perché a 39 anni non si vede ancora l’inizio del suo declino.



I giornalisti non fanno che chiedergli quando smetterà; in verità sembra che lui non voglia smettere e nessuno dell’ambiente interista immagina un futuro senza il capitano, perché oltre ad essere la dimostrazione più evidente che il duro lavoro ricompensa, è un esempio di correttezza sia fuori che dentro al campo. 

Inutile parlare della sue fondazioni o i suoi aiuti, come la fondazione “Pupi”, gesti di cui, a differenza di altri, non si è mai vantato ma ha sempre visto come cose normalissime. 

Dentro al campo è fonte di ispirazione non solo per i suoi compagni di squadra, ma anche per gli avversari, in molti alla fine della partita si precipitano a chiedergli la maglia, tutti vogliono un pezzo di questo monumento. 

E’ capitano dell’Inter da anni immemori, quando si chiedeva all’ex vice capitano dell’Inter Ivan Cordoba, quando prenderà il suo posto, lui rispondeva ironicamente che non accadrà mai, ma che smetterà prima lui e poi il capitano, stesso discorso fa attualmente il nuovo vice capitano Esteban Cambiasso, che vede il Pupi come una fonte di ispirazione e di calma, apparente aggiungiamo noi, perché quando deve lottare il capitano lotta con le unghia e coi denti. 


Emblematico l’esempio avvenuto in Inter – Torino, quando in seguito ad un contrasto è finito a terra, il medico dell’Inter è scattato in piedi, Antonio Cassano lo ha calmato dicendogli “Non vedi che è Zanetti? Dove vai? Stai seduto che fra qualche secondo si alza!”. 

Tutto il pubblico interista spera di vivere sempre più a lungo le emozioni che da il capitano ogni volta che scende palla al piede, quando alla fine di ogni sua azione, tutto lo stadio si alza per applaudirlo, mettendo i brividi a chiunque. 


Semplicemente un uomo divenuto immortale: Capitan Zanetti. 

Saverio Cirillo


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