domenica 21 ottobre 2012

Juve senza rivali

20 Ottobre, una data segnata col cerchietto rosso non solo dai tifosi Bianconeri e da quelli Partenopei ma anche dagli amanti del bel calcio. 


Juventus che vede in panchina il riabilitato Angelo Alessio. Squadra che scende in campo con l’ormai classico 3-5-2: Storari tra i pali; difesa affidata a Barzagli, Bonucci, Chiellini; centrocampo con Lichtsteiner, Vidal (30' st Pogba), Pirlo , Marchisio, Asamoah (33' st Caceres); duo d’attacco affidato a Giovinco e Quagliarella (15' st Matri). Partenopei in campo con il solito 3-4-1-2, così schierata: De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Gamberini (40' st Insigne); Maggio, Behrami (43' st Dzemaili), Inler, Zuniga; Hamsik; Pandev, Cavani. 

La partita 
Chi si aspettava una partita di grande livello sicuramente non è stato tradito; le due squadre danno vita a un match combattuto sotto tutti i fronti e con giocatori pieni di motivazioni e cattiveria agonistica. Per tutto il primo tempo regna un bell’equilibrio dinamico tra le due squadre, con la Juve che tenta di schiacciare il Napoli nella propria metà con l’avvolgente possesso palla, e il Napoli che risponde tentando di innescare le sue mortifere ripartenze. 
Degno di nota al 26’ la punizione al limite dell’area di Cavani, che tira di forza e precisione e becca in pieno l’incrocio dei pali; sarà comunque l’unico tiro in porta per i Partenopei. 

Secondo tempo che prende il via con stessi attori e stesso copione del primo. La Juventus si rende spesso pericolosa ma non riesce a trovare mai il colpo decisivo, mentre il Napoli prova ad azionare i suoi automatismi ma si infrange sempre sulla rocciosa difesa bianconera. L’equilibrio dura ben 80’. La svolta arriva dalla panchina bianconera: entrano Caceres e Pogba, che firmano un goal a testa (all’ 80’ e 82’) e sbloccano il match regalando 3 punti importantissimi alla causa bianconera. 

L’Analisi
Le aspettative su questo match da parte di tutti gli appassionati di calcio erano tante, si scontravano le due squadre capolista di questo avvio di stagione, le squadre che esprimono il calcio più bello e concreto e che vantano individualità di livello europeo. La gara non delude per nulla, anzi dà vita a una sfida sul livello agonistico e tattico molto alto. Vi son diversi spunti di riflessione. Primo fra tutti l’arbitraggio: una partita di questo livello non può essere affidata a un direttore di gara come Damato, che ieri ha offerto una prestazione degna forse di serie minori; azioni regolari fermate da falli inesistenti, falli da ammonizione lasciati passare, fischiati come semplici falli o addirittura non visti, e inoltre la netta sensazione che l’arbitro non abbia quella padronanza nella gara richiesta in simili match. 
Altra riflessione la merita la squadra del Napoli, una squadra che può vantare individualità degne dei migliori club d’Europa e un gruppo che ci mette tutto l’agonismo possibile in campo, e spesse volte eccede mostrando in alcune azioni una cattiveria francamente poco sportiva. Se poi a questo ci si aggiunge il pubblico Napoletano, che durante la partita si mette a lanciare dagli spalti biglie di vetro, e a distruggere i bagni dell’impianto più all’avanguardia che (purtroppo) abbiamo in Italia il quadro è completo. E il primo posto tra i Flop credo sia meritato. 

Passiamo infine alla Juventus, che in questa partita dimostra a quanti non ne erano sicuri di essere la potenza numero uno di questo campionato e di essere addirittura cresciuta rispetto allo scorso anno; non serve infatti più correre per tutta la partita a mille, arrivando quasi fino allo stremo per vincere partite come questa, non serve più far passare forzatamente il pallone dai piedi di Pirlo per dare alla squadra le giuste geometrie, e non serve nemmeno più creare 20 occasioni da goal per poi segnarne due; questa squadra ora sa gestire meglio il campo e le energie. 

Poi come non parlare dei due “panchinari” che entrano in campo e cambiano il volto alla gara: Caceres entra al 78’ e passa completamente inosservato ai partenopei, tanto che in occasione del goal tutti i bianconeri erano marcati ma nessuno si è accorto di lui che vagava indisturbato in area, staccava e insaccava la palla in rete. E poi quel ragazzone di nome Paul, di cognome Pogba e di provenienza Manchester United? Chi ci segue sa da quanto tempo parlo di questo calciatore, anche in tempi non sospetti in cui c’era chi storceva il muso o chi era scettico sulle sue doti.Scende in campo e ogni volta sembra un armadio a due ante a cui hanno messo le gambe da regista e la personalità di un campione: si prende cura di ogni pallone, non sbaglia un passaggio nemmeno sotto ricatto e si trova puntualmente al posto giusto al momento giusto. Tanto che all’82’ gli capita un pallone tra le gambe, di quelli che se hai 19 anni li devi stoppare e passare al campione più vicino, e invece lui inventa dal nulla un tiro dei suoi, sul quale il 90% degli spettatori non avrebbe scommesso un euro visto che era partito da un diciannovenne, e proprio quella palla inganna l’impotente De Santis stupendo tutti. Se poi ci si aggiunge l’esultanza che a vederlo sembrava un bambino di 5 anni nel corpo di un Grizzly e la dedica speciale alla curva bianconera, alla sua famiglia e la suo mister Antonio Conte sembrava quasi un film di quelli di De Laurentiis. Intanto la Juve prosegue nella sua marcia come uno schiacciasassi che ha avuto la certezza di aver frantumato anche il sasso più grande, prosegue l’imbattibilità e si gode la prima posizione in classifica. 

Top: 
-La panchina Juventina: Ormai un’abituè di questa classifica, e stavolta i protagonisti sono Martin Caceres e Paul Pogba: entrano in campo e segnano un goal ciascuno. Ancora una volta è la panchina a fare la differenza 
-Kwadwo Asamoah: Su quella fascia fa sfracelli, e fa venire l’ansia al povero Maggio, che magari era sceso in campo per dominare le sue zolle di campo e invece si è trovato a rincorrere questo Top Player instancabile e con colpi da far venire il mal di mare. 

Flop:
-I tifosi Napoletani: Il salto di qualità che porta una provinciale a diventare una grande d’Italia e d’Europa sta anche nella qualità dei tifosi (e questo in Inghilterra l’hanno capito da un po’ di tempo), e a mio avviso finchè ci saranno questi tristi episodi, il Napoli resterà una provinciale che però ha in squadra il potenziale per diventare grande. Peccato. 
-Giovinco e Quagliarella: gli viene affidato l’attacco titolare ma tra i due non si sa chi sparisce di più. Tolti i primi 10’ con un Giovinco volenteroso e determinato, più passa il tempo più i due attaccanti si estraniano dalla manovra. Così non va. 
-Damato: un arbitraggio ai limiti dello scandalo. Finchè si faranno certi errori dovremo accontentarci di essere considerati a un livello inferiore rispetto alle grandi d’Europa.
Battista Giuseppe

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