Nemmeno il ritorno dalla serata Champions contro i campioni in carica del Chelsea basta a prosciugare le energie mentali e fisiche di questa squadra. Al ritorno dallo Stamford Bridge la Juve si trova di fronte il Chievo nella quarta giornata di Serie A. Squadra abbastanza rimaneggiata rispetto all’ultimo match: Buffon tra i pali; difesa a 3 con Lucio, Bonucci e Chiellini; regia affidata al baby (solo anagraficamente) Pogba, affiancato da Marchisio, Giaccherini, Isla e Asamoah; Attacco affidato al “duo Champions” Vucinic-Quagliarella. Chievo schierato nell’altra metà campo con il solito 4-4-2, che in fase di possesso vira al 4-3-1-2: Sorrentino; Frey, Dainelli, Cesar, Jokic; Vacek, Rigoni, Hetemaj; M. Rigoni; Thereau, Pellissier.
L’analisi
Partita che realizza in pieno le previsioni, un classico Davide contro Golia, che vede i bianconeri schiacciare il Chievo nella propria metà che si difende con 9 effettivi. Gara praticamente a senso unico: la Juventus appare troppo forte e ordinata in campo, facendo rivedere ai tifosi quel gioco arrembante e spettacolare che in avvio di stagione aveva un pò dimenticato, una macchina che produce in serie occasioni su occasioni che però non finalizza adeguatamente (anche queste reminescenze dell’anno venturo).
C’è da dire che il Chievo ci mette del suo nel bloccare la manovra bianconera, ingaggiando per 70 minuti una caccia all’uomo con tanto di mosse proibite alla Karate Kid, forse per sopperire all’impotenza nel fermare le incursioni degli uomini di Conte, che tagliavano le linee difensive come fossero burro fuso. Verrebbe da chiedersi allora, perché non si sta parlando di una abbuffata di goal e di un Chievo umiliato? Ebbene la risposta porta un nome e un cognome: Stefano Sorrentino. Non è ben chiaro se quest’uomo abbia avuto apparizioni mistiche in questi giorni o si sia recato a Lourdes in preghiera, fatto sta che per 63 minuti disputa una partita degna dello slogan “Santo subito”: vola dappertutto tra i suoi pali, para il quasi imparabile, si fa carico dell’impercettibile difesa e scrive una prestazione degna del dirimpettaio Buffon che intanto si legge tranquillamente il giornale. In realtà ci sarebbe anche la solita sfortuna che perseguita Quagliarella, che si trova puntualmente in occasione goal ma spreca. Al 63’ di gioco, calcio d’angolo affidato a Giaccherini, parabola impeccabile che pesca nell’area grande proprio l’attaccante napoletano che inventa una semirovesciata delle sue, Sorrentino (ancora lui!) l’avrebbe anche presa ma un tiro del genere non può che finire in rete, 1 a 0. Risultato che aumenta 5 minuti più tardi quando è Asamoah dalla sinistra a fermare l’azione avversaria e lanciare Quagliarella al limite dell’area: stop a scavalcare l’avversario, controllo in area e piattone-goal che regala la doppietta al rinato attaccante di Castellammare di Stabia. La partita ormai non ha più nulla da dire e la squadra si limita ad amministrare e a risparmiare le energie, mentre Carrera a bordo campo ordina i cambi e mette in campo anche il neo attaccante bianconero Bendtner per fargli assaporare l’erbetta dopo mesi di inattività. Russo fischia la fine e la Juventus porta a casa 3 punti a casa, l’imbattibilità continua.
Top
La Squadra: dovete concedermelo, in questa partita si è vista davvero una bella squadra, gli errori commessi nelle ultime partite sono stati ampiamente riassorbiti e la prestazione è stata degna di questa Grande Juve, che vuole primeggiare in Italia e lottare in Europa.
Quagliarella: dopo quel maledetto infortunio è iniziato un vero e proprio calvario per lui, lontano dal campo, dai suoi sostenitori, dalle sue giocate e dai goal. Ha dovuto accettare la panchina, ora per precauzione, ora per scelte tecniche. Poi un giorno scende in campo contro il Chelsea, pareggia i conti e va vicino a regalare i 3 punti alla causa bianconera, scende titolare contro il Chievo ed è doppietta. A nome di tutto il popolo bianconero: Bentornato Fabio!
Pogba: all’anagrafe risultano 19 anni, ma in campo dimostra l’autorevolezza di un veterano. Voi l’avete visto fare un errore? Non sbaglia assolutamente nulla! Unisce una buonissima visione di gioco in fase di possesso a un fisico e molti interventi da medianaccio, e se non fosse che davanti a lui ha un certo Andrea Pirlo lo considereremmo già titolare.
Flop
Marchisio: Ahimè bisogna inserirlo in questa sezione, non per demerito perché la qualità e la quantità le mette sempre in campo, ma più che altro per poco merito. Da lui ci si aspetta sempre il 110% e quando si limita a giocare solo bene salta all’occhio. Saranno state le fatiche Champions, le partite ravvicinate ma da lui ci si aspetta sempre di più.
Giuseppe Battista
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