martedì 23 ottobre 2012

Il trionfo della difesa a tre

Negli ultimi due anni la serie A ha visto mutare difese da quattro a tre difensori. Ci si chiede quindi, come mai questa moda? 
Analizziamo i vari fattori. 

1. Siamo in Italia, il campionato più tattico del mondo, dove alla fine della stagione, statistiche alla mano, vince chi subisce meno gol. Per cui gli allenatori odierni preferiscono vincere 1-0 piuttosto che scoprirsi troppo e beccarsi gol in contropiede. Scelta condivisibile? Lasciamo a voi cari lettori i commenti.

2. Ritmi blandi, numerosi falli tattici e tanta aggressività condizionano la manovra delle squadre. Tre difensori permettono di posizionare un giocatore in più a centrocampo, dove le azioni avversarie diventano quindi più lente e prevedibili a causa dei ridotti spazi a disposizione.

3. Mancano i diritti terzini, inutile nasconderlo. Sembrano lontanissimi i tempi in cui Facchetti, Cafù, Kolarov permettevano un importante supporto offensivo senza mancare in fase di difesa. Troppo offensivi gli attuali Maggio e Lietchsteiner, troppo difensivi Antonini e De Ceglie. 

4. Infine, perché non utilizzare un difensore ben dotato tecnicamente in fase di costruzione? Esempio più lampante è Bonucci a cui affidata la manovra della Juve quando la Signora affronta squadre che fanno gabbia sul registra Pirlo.
In conclusione, ogni squadra ha una storia, una mentalità e dei giocatori adattabili a un modulo o un altro. Tuttavia la capacità di adattarsi è forse la caratteristica più importante nel campionato italiano: l'Inter di questa stagione l'ha capito e i risultati gli danno ragione!
D'Alonzo Michele

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