Roma: 24 Stekelemburg, 23 Piris, 5 Castan, 29 Burdisso, 42
Balzaretti, 15 Pjanic, 77 Tachtsidis, 48 Florenzi, 8 Lamela, 10 Totti, 22
Destro.
Bologna: Agliardi, Motta, Antonsson, Cherubin, Morleo,
Taider, Perez, Diamanti, Kone, Guarente, Gilardino.
La Roma si schiera con un 4-3-3: a Balzaretti (non al meglio)
e a Piris affidate le fasce, Lamela e Totti che partono defilati per
accentrarsi e Destro finalmente nella sua posizione preferita causa squalifica
di Osvaldo. A centrocampo manca Daniele DeRossi, chiavi affidate al bosniaco
Pjanic.
Al 3’ subito Lamela prova a sfondare. Zeman non cambia gli
ingredienti della vittoria contro l’Inter: tanta corsa, intensità e passaggi
filtranti.
Al 6’ scende la magia all’Olimpico. Tachtsidis taglia verso
il centro, la difesa del Bologna non pressa, Totti da 25-30 metri prova la cannonata, palla sul palo, Florenzi
ribatte di testa in porta con Agliardi battuto. Continua il sogno del n. 48, 3
presenze in serie A, 2 gol.
Al 12’ Totti ci riprova, azione fotocopia del gol ma questa
volta è solo corner con la respinta di Agliardi.
Minuto 15, raddoppio della Roma con polemiche: contrasto
Destro-Perez con il giocatore del Bologna ancora a terra, Lamela raccoglie il
pallone e da fuori aria lo piazza sul secondo palo, tiro imprendibile.
Bologna che si fa vedere solo al 25’ con Diamanti che parte
in contropiede, scarica sulla trequarti a Morleo che dopo la chiusura sbagliata
di Piris prova il tiro. Stekelemburg respinge.
Fine primo tempo: è una partita da vedere con capovolgimenti
di fronte contini. Tanta intensità e azioni da gol.
Zeman pensa di aver la vittoria in pugno e sostituisce
Pjanic e Lamela con i n.7 Marquinho e
n.17 Nico Lopez.
26’ Gilardina, dopo aver accarezzato il gol due minuti
prima, fa centro. Piris va in controtempo e l’attaccante di testa spiazza
Stekelemburg. Partita riaperta.
27’ Black out Roma: Gilardino, spalle alla porta, protegge
il pallone e lo poggia a Diamanti che batte il portiere olandese. Bocciatura
per Piris che sbaglia ancora la chiusura e viene sostituito il n.3 Maquinhos.
46’: Quello che i tifosi romanisti temevano diventa realtà e
come nel peggiore degli incubi oltre il danno, la beffa. Michele Pazienza parte
in contropiede, porta la palla sul fondo e la mette in mezzo, Burdisso e
Stekelemburg vincono l’Oscar delle papere con Gilardino che ci crede fino in
fondo e sigla il definitivo 2-3.
CONSIDERAZIONI FINALI: una Roma da 8 nel primo tempo, da 4 nel secondo. 3 punti
buttati al vento, Zeman avrà da registrare tante cose:
- Una difesa inesperta e non posizionata adeguatamente, Piris bocciato senza appello, la società dovrebbe iniziare ad organizzargli il viaggio di ritorno in Paraguay.
- Un centrocampo che perde metri e permette al Bologna di crederci sempre più.
- Un attacco che privo di Lamela e Pjanic perde fantasia, Nico Lopez non incide. Totti non chiude la partita grazie al miracolo di Agliardi.
TOP
- - Totti: la cura Zeman gli allunga la vita
calcistica. Generosità, tanta corsa, classe sopraffina fanno del Capitano il simbolo
della rinascita della Roma.
- - Tachtsidis: fa il vice DeRossi, posizionandosi
dietro la difesa e imposta l’azione. Ovviamente il centrocampista di Ostia è
inamovibile ma il greco non lo sta facendo rimpiangere. Cala nel secondo tempo.
FLOP
- - Burdisso: da un difensore con cosi tante
stagioni nella Serie A ci si aspetta sicurezza ed esperienza, colpevole di poca
comunicazione nel rocambolesco 3 gol del Bologna nel finale.
- - Piris: semplicemente inguardabile la sua fase
difensiva, inesistente quella offensiva. A questo punto ci si chiede se il
paraguaiano sia meglio del tanto criticato Rosi, ceduto al Parma.
Michele D'Alonzo
Una difesa peggiore di questa neanche Luis Enrique l'aveva organizzata!
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