domenica 16 settembre 2012

Roma, non poteva andare peggio


Roma: 24 Stekelemburg, 23 Piris, 5 Castan, 29 Burdisso, 42 Balzaretti, 15 Pjanic, 77 Tachtsidis, 48 Florenzi, 8 Lamela, 10 Totti, 22 Destro.
Bologna: Agliardi, Motta, Antonsson, Cherubin, Morleo, Taider, Perez, Diamanti, Kone, Guarente, Gilardino.

La Roma si schiera con un 4-3-3: a Balzaretti (non al meglio) e a Piris affidate le fasce, Lamela e Totti che partono defilati per accentrarsi e Destro finalmente nella sua posizione preferita causa squalifica di Osvaldo. A centrocampo manca Daniele DeRossi, chiavi affidate al bosniaco Pjanic.

Al 3’ subito Lamela prova a sfondare. Zeman non cambia gli ingredienti della vittoria contro l’Inter: tanta corsa, intensità e passaggi filtranti.
Al 6’ scende la magia all’Olimpico. Tachtsidis taglia verso il centro, la difesa del Bologna non pressa, Totti da 25-30 metri  prova la cannonata, palla sul palo, Florenzi ribatte di testa in porta con Agliardi battuto. Continua il sogno del n. 48, 3 presenze in serie A, 2 gol.
Al 12’ Totti ci riprova, azione fotocopia del gol ma questa volta è solo corner con la respinta di Agliardi.
Minuto 15, raddoppio della Roma con polemiche: contrasto Destro-Perez con il giocatore del Bologna ancora a terra, Lamela raccoglie il pallone e da fuori aria lo piazza sul secondo palo, tiro imprendibile.
Bologna che si fa vedere solo al 25’ con Diamanti che parte in contropiede, scarica sulla trequarti a Morleo che dopo la chiusura sbagliata di Piris prova il tiro. Stekelemburg respinge.
Fine primo tempo: è una partita da vedere con capovolgimenti di fronte contini. Tanta intensità e azioni da gol.


Nella ripresa ritmi blandi con la partita che si fa dura. Al 8’ Pjanic parte dalla propria metà campo, fa fuori 3 giocatori, scarica per Lamela che premia il movimento di Destro, tiro e corner per la Roma. Dal calcio d’angolo Pjanic fa saltare in alto Totti che schiaccia verso la porta ma Agliardi si supera e miracolosamente salva il risultato.
Zeman pensa di aver la vittoria in pugno e sostituisce Pjanic e Lamela con i n.7  Marquinho e n.17 Nico Lopez.
26’ Gilardina, dopo aver accarezzato il gol due minuti prima, fa centro. Piris va in controtempo e l’attaccante di testa spiazza Stekelemburg. Partita riaperta.
27’ Black out Roma: Gilardino, spalle alla porta, protegge il pallone e lo poggia a Diamanti che batte il portiere olandese. Bocciatura per Piris che sbaglia ancora la chiusura e viene sostituito il n.3 Maquinhos.
46’: Quello che i tifosi romanisti temevano diventa realtà e come nel peggiore degli incubi oltre il danno, la beffa. Michele Pazienza parte in contropiede, porta la palla sul fondo e la mette in mezzo, Burdisso e Stekelemburg vincono l’Oscar delle papere con Gilardino che ci crede fino in fondo e sigla il definitivo 2-3.

CONSIDERAZIONI FINALI: una Roma da 8 nel primo tempo, da 4 nel secondo. 3 punti buttati al vento, Zeman avrà da registrare tante cose:
  1.        Una difesa inesperta e non posizionata adeguatamente, Piris bocciato senza appello, la società dovrebbe iniziare ad organizzargli il viaggio di ritorno in Paraguay.
  2.        Un centrocampo che perde metri e permette al Bologna di crederci sempre più.
  3.        Un attacco che privo di Lamela e Pjanic perde fantasia, Nico Lopez non incide. Totti non chiude la partita grazie al miracolo di Agliardi.


TOP
-         -  Totti: la cura Zeman gli allunga la vita calcistica. Generosità, tanta corsa, classe sopraffina fanno del Capitano il simbolo della rinascita della Roma.
-          - Tachtsidis: fa il vice DeRossi, posizionandosi dietro la difesa e imposta l’azione. Ovviamente il centrocampista di Ostia è inamovibile ma il greco non lo sta facendo rimpiangere. Cala nel secondo tempo.

FLOP
-          - Burdisso: da un difensore con cosi tante stagioni nella Serie A ci si aspetta sicurezza ed esperienza, colpevole di poca comunicazione nel rocambolesco 3 gol del Bologna nel finale.
-          - Piris: semplicemente inguardabile la sua fase difensiva, inesistente quella offensiva. A questo punto ci si chiede se il paraguaiano sia meglio del tanto criticato Rosi, ceduto al Parma.


Michele D'Alonzo

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1 commento:

  1. Una difesa peggiore di questa neanche Luis Enrique l'aveva organizzata!

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