L’inizio della partita vede il Milan in costante possesso
palla ma quasi mai pericolosa. Osservazione che descrive in realtà l’intera
partita. Le uniche occasioni degne di nota, nel primo tempo, arrivano
esclusivamente con tiri dalla distanza da parte di El Shaarawy e Ambrosini. Il
tiro da fuori sembra l’unica soluzione in grado di mettere in difficoltà Consigli,
che per ben due volte non è irresistibile e offre l’opportunità di un tap-in a
rete, entrambe sciupate dall’unica punta Pazzini.
Al contrario Denis ha vita
facile nell’area di rigore milanista: è proprio la facilità con cui la punta bergamasca
riesce a stoppare, a girarsi e a servire i centrocampisti a rimorchio, l’arma
vincente che permetterà all’Atalanta di espugnare San Siro.
Dopo poche idee in attacco per i milanisti, un disastro
difensivo targato Antonini-Acerbi permette un tiro insidiosissimo di Denis che
prende il palo.
Il vantaggio bergamasco arriva al 68’ in seguito
all’ennesima azione di Denis che, indisturbato, serve in maniera perfetta il
compagno Cigarini, il quale arrivando in corsa, calcia un rasoterra chirurgico
alla sinistra di Abbiati che nulla può.
La reazione del Milan stenta ad arrivare, complici anche
alcuni cambi discutibili di mister Allegri che all’80esimo sostituisce
probabilmente il migliore dei suoi, Emanuelson, l’unico in grado di saltare
l’avversario e creare la superiorità numerica di fondamentale importanza per
questa squadra con Constant, non ancora entrato nei meccanismi tattici del
Milan.
Dopo l’ennesima sconfitta la figura di Allegri sembra non
farsi più sentire.
L’allenatore ha assistito senza battere ciglio al mercato
disastroso della società che ha svenduto i suoi migliori uomini,
giustificandosi con il progetto di responsabilizzazione di giovani promettenti
come El Shaarawy, Pato, De Sciglio, Acerbi ma evidentemente è un processo che
necessita di tempo, tempo prezioso. A rischiare il posto, adesso è proprio lui,
Massimiliano Allegri che si gioca il suo futuro sulla panchina del Milan nelle
prossime gare fondamentali in Champions e Serie A.
Non ci resta che metterci in poltrona e cercare di intuire quale sarà la cura.
Nei prossimi giorni il mister ha il difficile compito di
dare fiducia ad un gruppo che sembra essere orfano di gente carismatica che ha
fatto la storia come Gattuso, Seedorf, Nesta e soprattutto di gente che erano
riferimenti in campo come Ibrahimovic e Thiago Silva.
Davide Iacovello
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